Mariarosa Scotton

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Cognome: Scotton
Nome: Mariarosa
Data di nascita: 30/10/1960
Nazionalità: Italiana
Altezza: 164cm
Peso: 73kg
Numero di casacca: 25
Mazza utilizzata: 30
Mano per lanciare: Destra
Ruolo attuale: Esterno destro
Ruoli ricoperti in passato: Esterno destro
Fondamentale migliore: Battuta
Carriera: Dal 2011 Lampi Milano
Numero campionati vinti: 2
Numero coppe Italia vinte: 0
Numero tornei di Fine Stagione Agonistica vinti: 1
Numero Coppe Lombardia vinte: 2

Mariarosa, l’anti-atleta passionaria tra tatami, fisioterapia, cavalli e scotte di una squadra che sa ascoltare il vento.

Quando tarli, sfaccettature e tiri mancini di una mente complicata si possono sciogliere in un tuffo liberatorio nel caos vivace di una natura profumata, fresca e allegra, quando passioni, partecipazioni e sentimenti forti superano verdetti del campo, leggi non scritte dello sport e dinamiche più comuni all’agonismo,

Molon, ma chi è quella svampita sbracata nell’erba che se la fuma beatamente!!!

Chi vuoi che sia, la Grande Meri!!

Apparentemente in lotta con mulini a vento di una quadra affettiva e psicologica forse introvabile, scollegata in certi frangenti dal mondo reale, comunque testona e testarda nel dimostrare quanto sia più semplice e fico talvolta infilare le gonne dalla testa e le felpe dai piedi, Mariarosa è la nostra veneziana passionaria puro sangue, umorale, affettuosa, cuore d’oro, fragile, ruvida se necessario, indomabile ribelle percorsa da correnti relazionali impetuose ed affettive, scatenate da tempeste e cariche ormonali di energia a trazione filosofica, letteraria, sessuale, sicuramente anti-conformiste.

Imperscrutabile solo ad un’occhiata distratta, in realtà molto più semplice e lineare di quanto non si creda, Mariarosa è capace di passare in 30 secondi da un tifo sfegatato sguaiato, figlio di un’esplosione d’entusiasmo spontaneo, a silenzi in cui interiorizza passioni, sofferenze e patemi fugaci o sedimentati nel tempo dietro ad una sigaretta, al bisogno di contatti umani profondi e tradizionali in un quadro relazionale che oggi le sta molto stretto nell’era della comunicazione satinata spray e schematica.

Amante dello sport sin da bambina, con predilezione per le discipline en plain air, a stretto contatto con terra, aria, fuoco, acqua e natura di cui ha presto imparato ad apprezzare ogni goccia di humus, Mariarosa resta comunque l’antitesi del Lampo Atleta alla Metronomo Scarso, Comino o Giusepò, e non certo per scarso impegno profuso in diamante, tiepido attaccamento alle Cause Lampi o assenza di un forte spirito di squadra e aggregazione: alla nostra Scotton manca semplicemente, per indole e scelta arbitraria, quel temperamento agonistico indemoniato e spiritato, quella voglia di vincere a tutti i costi che ha persino costretto qualche atleta illustre a vendere l’anima al Diavolo, quel sapore del mosto selvatico acre, brusco, rancido e stantìo, spesso associato all’odore  dell’odio, del rancore e della rivalità sportiva che inevitabilmente si imparano  ad assaggiare e deglutire quando dal cappio del successo pendono trofei, gloria e celebrità.

E come facciamo adesso, Meri subito al rogo?????

Ma Perché! Ce la teniamo così com’è, stramba, non per niente se la cava alla grande con fiocco e randa, affettuosa e svampita nella vita, avulsa da classifiche, larghi trionfi o battute d’arresto brucianti.

Pensate che spesso Mariarosa non riesce nemmeno ad assaporare sino in fondo l’ebbrezza di una nostra vittoria se tra gli sconfitti ci sono dei suoi amici, nella cui amarezza la vedi subito immedesimarsi dopo l’abbraccio sul monte tra contendenti, con quell’effetto accigliato in viso da nuvola dispettosa che osa oscurare il sole a mezzogiorno, o da masterchef vegano integralista a cui scappa la lacrimuccia al taglio della melanzana per la pasta alla norma.

Come dicono in Laguna in questi casi?

“Se no i xe mati, no li volemo”!!

Classe ’60, nata e cresciuta nella sua Venezia di cui ancora oggi eredita orgogliosamente mentalità, dialetto, testardaggine e propensione al gossip lungo la riva degli Schiavoni, Mariarosa assaggia la terra ferma a Firenze dove, poco più che ventenne, si lancia negli studi ortopedici e fisioterapici, gavetta tosta che le permetterà  successivamente di guadagnarsi la pagnotta per oltre trent’anni a Milano.

A Firenze Mari scopre i benefici fisici, salutari e antidepressivi dello sport: parte con il judo nei primi anni 80, volteggiando sui tatami medicei, affinando le principali tecniche di autodifesa ed imparando ad attingere e dosare le proprie energie mentali e psicofisiche.

Per altro sotto quel tatami toscano si sarebbe poi svelato il destino della nostra Meri, profetizzatole da una giovane recluta meneghina di passaggio che, sotto le mentite spoglie dell’oracolo muscoloso, anticipò l’ineluttabile futuro della nostra Scotton proprio nel Capoluogo Lombardo, dove Mariarosa metterà ali e radici parallele a quelle lagunari.

A 25 anni, la grande Meri ha già realizzato perciò il proprio sogno bambino: accasarsi nella città della mente, della velocità, molto meno per quanto la riguarda dell’aperitivo e del glamour.

A Milano Mariarosa trova lavoro in un prestigioso Ospedale Ortopedico: 32 anni di passione, dedizione e competenze sempre aggiornate, guerre con perdite psicofisiche spesso PESANTI, consumate e sudate su ossa, tendini, fasce muscolari, nervi e acciacchi della “GENTE”, sì, proprio del più grande spettacolo al mondo, per cui non serve nemmeno pagare il biglietto.

Ma la nostra instancabile locomotiva troverà a Milano anche il tempo per  proseguire la carriera di judoka, costruendosi un discreto curriculum agonistico con qualche apparizione frou frou all’estero, per frequentare la facoltà di filosofia, oggi è ad un passo dalla laurea, svoltare sull’equitazione, folgorata dall’odore maschio e dalla tenerezza dei cavalli, prima di salpare per mari e laghi in barca a vela.

E così, grazie a corsi di specializzazione sul Garda e in mare aperto, la passionaria Scotty viene legittimamente incoronata “regina delle scotte”. Mariarosa impara infatti a timonare e cazzare le vele ascoltando il vento e si innamora perdutamente del mare in cui ancora oggi si tuffa non appena la temperatura e i mille impegni lo consentono.

Sì, vabbè, fantastico sto romanzo, ma… in tutto ciò, il baseball quando arriva???

2011. Mariarosa si affaccia al batti e corri quasi per caso, in barba per altro alla boa sonora delle 50 primavere lasciata sul lato di bolina.

E dopo quasi 9 anni di ottimo apporto ai Lampi, quella svitata della Grande Meri si diverte ancora come una matta a correre sulle basi, a buttarsi e rotolarsi tra erba e terra rossa, si sente elemento integrante della natura quando la sabbia le scricchiola tra i denti, quando inala il profumo dell’erba fresca appena tosata in primavera.

E come non riesce ancora ad esultare alla grande quando battiamo i suoi amici avversari, non si incazza più di tanto se un passero o una cinciallegra partono a cinguettare nel momento in cui dovrebbe ascoltare il suono della pallina che arriva in difesa.

Giocare insieme a ragazzi molto più giovani di lei la stimola un casino e comunque anche in dug out ha sempre il cuore a mille, soffre e vive intensamente partite, exploits e fiaschi.

Che poi mascheri tutto questo dietro una nuvola di fumo spipazzata tra l’erba dell’outfield, è tutta un’altra storia…

Però, anche tu, Grande Meri, non nasconderti dietro un finto incedere da saggia di mezza età che pensa ormai di averle viste tutte.

Mi avevi confessato in un giorno di pioggia e bella musica di essere stata sempre affascinata da quella frase di Robert Frost da “The Road Not Taken”, “La Strada non presa”, ricordi?

“due strade divergevano in un bosco, e io –
io ho preso quella meno battuta,
e da qui tutta la differenza è venuta”

Mi hai anche detto più recentemente di non sentire più alcun feeling con quelle vibrazioni.

Sei sicura tesoro?

Pur sapendo che tra quei versi si nasconde il tuo inno dell’anticonformismo??  condurre cioè la vita lungo i sentieri non battuti di ciò che potrebbe sembrare stupido individualismo, ma che, attraverso il baseball e i tuoi Lampi, ti fanno sentire parte di un tutto??